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L’amicizia, il sogno di una vita diversa, lontano dalla propria terra d’origine, il ritorno a casa. Il significato stesso di casa che assume contorni diversi a seconda del vissuto, e un viaggio attraverso l’Europa a bordo di un tir che porta i due protagonisti alla condivisione di sogni, segreti, ricordi. Sono questi gli ingredienti di “Drive me home”, il lungometraggio d’esordio del regista torinese Simone Catania presentato fuori concorso al Torino Film Festival 2018 e in uscita nelle sale il 26 settembre 2019.

Drive me home è un road movie indipendente interpretato da Marco D’Amore e Vinicio Marchioni, che ha attraversato l’Europa raccontando tante realtà diverse. Per la realizzazione del girato è stata scelta la videocamera Canon EOS 300 Mark II per le sue peculiari caratteristiche tecniche, prime fra tutte l’estrema maneggevolezza, la versatilità e le semplicità di utilizzo.

Nell’immaginare il film, il regista Simone Catania e il direttore della fotografia, Paolo Ferrari, hanno scelto la strada del Cinema della Realtà. Non soltanto come stile, ma anche come forma di libertà, lasciando che gli attori potessero esprimersi sul set senza costrizioni tecniche di ripresa.

Come sottolinea Simone Catania, infatti, La necessità era di utilizzare una camera che mi permettesse una narrazione del reale con uno stile vero per raccontare le storie con immagini sincere e pure anche dal punto di vista fotografico. Quindi, a servizio della drammaturgia del film, dovevo disporre di un mezzo in grado di trasferire la realtà che io cercavo. La videocamera Canon EOS C300 Mark II ha risposto perfettamente a queste esigenze e, in primis ne ho apprezzato la compattezza, che ci ha permesso di girare in luoghi molto piccoli come la cabina di un camion. Inoltre, grazie alla possibilità di riprendere con luce reale siamo stati in grado di girare in notturna al chiaro di luna un piano sequenza molto difficile. Solo la C300 ha potuto rendere la scena notturna in modo reale senza falsare la fotografia come avviene invece con le riprese cinematografiche”.

E, aggiunge Paolo Ferrari: “Canon EOS C300 Mark II si è rivelata essere la cinepresa digitale che corrispondeva alle nostre esigenze di libertà e semplicità tecnologica. In particolare il set up di registrazione ci permetteva di girare in 2k con 12 bit di profondità colore: una caratteristica importante per poi lavorare in post-produzione con più sfumature colore possibili. Inoltre Canon ci permetteva di girare a 5000 ISO senza grana, offrendomi la libertà di catturare la luce naturale con grande semplicità ed efficacia. Tutte queste caratteristiche tecniche erano nella direzione che volevamo imprimere al film: un’immagine reale”.

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