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Ed eccoci qui, seduti davanti al nostro computer, pronti a scrivere una sceneggiatura. Sarà la nostra prima produzione, siamo carichi di entusiasmo ma, da dove iniziamo?

Da un’inquadratura di un camper in mezzo al deserto del New Mexico? Da una città deserta dopo un disastro apocalittico? Oppure in una stanza di uno psichiatra, in silenzio, con il solo rumore del ticchettio di un orologio?

Da dove si comincia a scrivere? 

È una domanda che rimbomba nella testa di tutti coloro che si affacciano alla professione, o all’hobby della scrittura, nonostante siano già in possesso di un buona idea.

Syd Field nel suo saggio La sceneggiatura dice che scrivere una sceneggiatura è dar vita a un processo in grado di svilupparsi organicamente e in modo continuo; un lavoro artigianale che a volte raggiunge le vette dell’arte.

Il processo creativo è composto da fasi precise che chi scrive percorre per dar corpo alla sua idea e ci vorranno giorni, mesi se non anni per portare a compimento questo percorso, ricco di scritture e revisioni dell’opera.

Per questo motivo, chi ben comincia è a metà dell’opera.

Da dove comincia, dunque, chi scrive? Potremmo partire da un foglio bianco ma ci renderemmo subito conto dell’enormità delle pagine da riempire con didascalie, descrizioni e dialoghi in una struttura drammatica.

Si potrebbe partire da un personaggio, uno forte, accattivante, un Walter White di Breaking Bad, ma non basterebbe a portare avanti la storia.

Prendere spunto da un evento è ancora riduttivo rispetto a quello che vogliamo raccontare: una sceneggiatura è un intreccio di eventi, un meccanismo ricco di complicazioni che non può ridursi al singolo avvenimento.

Dovremo quindi partire da due elementi fondamentali: un soggetto e una struttura. Per poter ottenere questi due elementi è necessario avere un argomento definito, un’azione e un personaggio.

La precisione è tutto

Quando lavoriamo ad una sceneggiatura bisogna allontanarsi dal senso generico della nostra idea e avvicinarsi quanto più possibile ad un argomento definito. Quando scriviamo una storia, dice Fyeld nel suo saggio, bisogna evitare di descriverla come “una storia sul bene o sul male” oppure “la storia di tre generazioni di una famiglia irlandese che vive a Chicago ai tempi della Convenzione Democratica del 1968”. Queste descrizioni, in termini pratici, non hanno assolutamente senso nella nostra operazione di scrittura.

Cominciare a scrivere una sceneggiatura significa innanzitutto conoscerne il soggetto ossia che cosa racconta la nostra storia in riferimento ad un personaggio che segue una certa linea d’azione, sia essa drammatica o comica. È un processo graduale che deve permetterci di trovare prima l’argomento per poi strutturare l’idea e creare le biografie dei personaggi, strutturare il primo atto, revisionarlo e poi passare al secondoterzo atto.

Bisogna avere chiaro ogni passaggio e andare avanti con precisione, tornare indietro, sistemare ciò che non convince e poi proseguire avendo la strada chiara davanti agli occhi.

Che storia state scrivendo? Una storia d’azione che racconta la famiglia o una storia di famiglia che racconta una buona parte d’azione? Soltanto voi sapete qual’è il punto che vorrete raggiungere. Scrivetelo.

Definite il vostro personaggio, articolatelo, mettetelo in difficoltà e cercate di capirne la psicologia. Usate il vostro personaggio per i vostri scopi.

Walter White è un professore di chimica di Albuquerque. Vive con la moglie Skyler e il figlio Walter “Flynn” Junior, affetto da una paralisi cerebrale.

Alla soglia del compimento dei cinquant’anni, Walter è costretto a svolgere un secondo lavoro come dipendente di un autolavaggio, per far fronte alle difficoltà economiche della famiglia. 

Quando a Walter viene diagnosticato un cancro ai polmoni, i suoi problemi sembrano precipitare. Tuttavia, in seguito al casuale incontro con Jesse Pinkman, un suo ex studente diventato uno spacciatore di poco conto, Walter decide di cucinare metanfetamina.

Il prodotto di Walter si rivela però di qualità nettamente superiore rispetto alla concorrenza, con una purezza del 99,1%, derivante dalle sue conoscenze chimiche. Decide quindi di sfruttare le sue capacità per prendere il controllo del mercato della droga.

Questo è un esempio di scrittura per il soggetto di Breaking Bad, una serie che racconta la storia di un uomo comune che nel corso di 5 stagioni diventa uno degli uomini più ricercati degli Stati Uniti. Un soggetto di 4 piccoli paragrafi che raccontano il senso di tutta la storia.

Scrivere un soggetto significa dunque sintetizzare l’idea in un personaggio e in un’azione utilizzando poche frasi, ricordandovi che questo non ha nulla a che fare con la vostra sceneggiatura o con la precisione della storia, ma è semplicemente una guida da seguire durante il processo di scrittura.

La linea narrativa

Scrivere una sceneggiatura, racconta Fyeld nel suo saggio, è come scalare una montagna: mentre la scaliamo tutto ciò che possiamo vedere è la roccia di fronte a noi e la roccia appena sopra di noi. Tutto ciò che possiamo vedere è la pagina che stiamo scrivendo e quella che abbiamo appena scritto.

Per questo motivo una sceneggiatura deve seguire una linea d’azione narrativa sicura, sviluppando la storia verso una direzione, verso una soluzione. Il controllo è tutto, bisogna tenere d’occhio i personaggi, i frammenti che tengono insieme la storia.

La storia di Walter White è deprimente, ma quando ha la prima diagnosi del suo malessere, la sua vita e il suo atteggiamento cambiano. I personaggi intorno a lui variano in relazione al suo atteggiamento, è lui il motore dell’azione, ma non l’azione stessa.

 

Scrivete il vostro soggetto, analizzatelo, riscrivetelo. Organizzate le idee e chiarite a voi stessi di chi e di che cosa parla la vostra storia. Mettetelo per iscritto, ragionateci anche più giorni, dormiteci su.

Da dove si comincia a scrivere? Da un argomento che porterà ad un soggetto e una struttura.

Nel prossimo post parleremo della struttura.

Esercizio

Scrivete la vostra idea in un senso generale. Ragionate sull’argomento che vorrete raggiungere e su personaggi, storie da raccontare. Non siate ancora specifici, ma il più possibile generici.

Definite l’azione in 3 o 4 pagine e poi riducete a 4 o 5 paragrafi. Rileggeteli e revisionate il contenuto fino a quando non sarete certi del vostro soggetto.

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